E va bene! Vinciamo la naturale repulsione per le eurotruffe e diciamo due cose, semplici semplici, sul Recovery Fund e su quello che di questo “fondo di recupero” arriverà alla nostra Sicilia.

Il fatto scatenante intanto: il 2020!

Il 2020 che va a chiudere, grazie al Covid19, o forse meglio grazie soprattutto alle misure di “contenimento” dello stesso, ha determinato il tracollo di tutta l’economia reale di mezzo mondo, in particolare del Continente Europeo. Una specie di trombosi violenta, un infarto economico, che ha paralizzato di colpo l’intero sistema economico, violentando – di passaggio – tutti gli ordinamenti democratici, i diritti e le libertà fondamentali…

Giusto? Sbagliato? Chi mi segue sa come la penso, ma oggi non parliamo di Covid, per favore. Ci basta la TV 24 h al giorno. Facciamo che “è giusto così”, ammettiamo senza concedere, così non ci facciamo sviare. Veniamo subito al punto; questo è solo un antefatto.

Come hanno reagito i paesi del mondo di fronte a questo tracollo? Difficile dare un quadro riassuntivo ma, di massima, hanno iniettato liquidità nel sistema, più o meno gratis. Chiamasi “Helicopter money”. La moneta, sarebbe bene saperlo sin dalla scuola primaria, non si trova nelle monete d’oro, ma è creata dal nulla, sia il “creatore” lo Stato, la Banca centrale, o una qualunque banca privata (o, perché no?, persino il falsario clandestino). La moneta, appena creata, crea potere d’acquisto nelle mani del “creatore”. La sua immissione nel sistema non è priva di effetti, come ingenuamente credono gli economisti neoclassici. Se il sistema non è al pieno impiego la moneta immessa si traduce in maggiore occupazione e reddito; se il sistema è al pieno impiego si traduce solo in aumento di prezzi; se siamo in una via di mezzo un poco e un poco. L’attuale situazione è però fuori da questi canoni. C’è crollo tanto di domanda tanto di offerta. E quindi l’emissione di moneta potrebbe avere effetti sul reddito modesti. Però anche in questo caso è utile, perché redistribuisce comunque il reddito, e quindi allevia il disagio, e sostiene in qualche modo la domanda, permettendo quanto meno una resistenza. Questo nel mondo.

E l’Europa? Che fa l’Europa?

L’Europa ha “partorito”, dopo grandissime doglie, il “Recovery Fund”. Il nostro elicottero? Ma quando mai. La BCE resta sorda, cieca e muta di fronte a tutto: la BCE, economicamente parlando, è ancora nel 2019, non gliel’ha detto nessuno, a quanto pare, che nel 2020 è successo qualcosa. E allora niente. Ha partorito 750 miliardi, cioè quanto forse a malapena basterebbe per la sola Italia, ma per tutta l’Europa. Non l’ha partorito con un’emissione gratuita di liquidità, ma in parte a carico del bilancio UE (e quindi da ripagare con i contributi degli stati) per 390 miliardi, e in parte addirittura “prestandoli” agli stati bisognosi, per i restanti 360. Abbiamo capito bene?? Prestarli?? Ma se siamo caduti nel fosso come li restituiremo gravati da interessi? In usurolandia questo ed altro, non facciamoci caso. E non mi si venga a dire che l’interesse è “basso”, fuori mercato… Oggi i mercati hanno addirittura portato gli interessi in zona negativa per i BTP decennali italiani. Talmente bassi che il MEF ha interrotto le aste… pur di potersi indebitare con il Recovery Fund (e forse con il famigerato MES, ma oggi non ne parliamo, troppa carne al fuoco). Ecco, l’Europa è questa.

Quindi il R.F. è un furto di chi si approfitta di chi ha bisogno? Proprio così. Ma non solo. Le economie in ginocchio non solo devono addossarsi i debiti da ripagare, non solo le consuete “raccomandazioni” economiche, cioè “consigli che non si possono rifiutare” sul modo di gestire i nostri conti. Queste sono storie vecchie, ormai le sappiamo. Smantellate lo stato sociale, svendete il patrimonio e le imprese pubbliche, ammazzate di tasse il ceto medio,… roba vecchia. Ora si fa un salto di qualità. Chi “vuole” queste risorse deve accettare anche un piano di ingegneria sociale e culturale travestito da “tutela dello stato di diritto”. Lo hanno capito alcuni paesi dell’Est Europa che hanno fatto saltare il banco. Si è trovato al momento un compromesso, che tirerà fuori questi due paesi (Ungheria e Polonia), l’Italia no. Ma andiamo avanti. L’Europa è questo, lo sappiamo.

 

Veniamo all’Italia. Che fa l’Italia con questi soldi? Tutto il discorso che abbiamo fatto è a monte. A valle c’è solo da spendere e da decidere come spendere.

E qui l’Europa cessa di sembrarci “cattiva” e diventa una mamma buona, in confronto alla crudeltà da soluzione finale che l’Italia usa con le sue colonie interne.

All’Italia sono attribuiti 209 miliardi. Come mai così tanti sul totale di 750? Perché la UE ha tanti torti, ma non manca di razionalità: ha attribuito le risorse non solo in funzione della dimensione, ma della povertà relativa e della disoccupazione.

In pratica, detto in un altro modo, se al posto dell’Italia ci fossero stati due Stati (Italia-Centronord e Italia-Mezzogiorno) il secondo avrebbe ricevuto circa i due terzi dei 209 miliardi e solo un terzo il primo.

E che fa l’ineffabile governo piddino, con al traino i fantasmi del M5S?

Capovolge la graduatoria, ma semplicissimo!!

Prende i due terzi e li destina alla parte più ricca del Paese e al Sud e alle Isole le briciole. In Sicilia, peggio che al sud, nessuna opera infrastrutturale degna di questo nome. E questo dopo 30 anni di furto in cui è stato azzerato il Fondo di Solidarietà Nazionale!

Ci sarebbe anche qualcosa da dire su alcune cifre che sono girate sulle TV anche sull’articolazione delle spese, secondo cui alla Sanità andrebbero non più di 9 miliardi, mentre 17 andrebbero alla “politica di genere” (ma di che genere scusate?). Ci sarebbe qualcosa da dire perché sembra che questa pioggia tutte le strade prenderà meno che quelle dell’emergenza sanitaria ed economica per cui è stata giustificata… Ma andiamo al problema che ci brucia di più: la solita sperequazione territoriale.

Qua siamo oltre la truffa. Siamo al furto con scasso. Mi sembra come quando nacque la UE. Si istituì un Fondo di Coesione per gli stati a reddito pro capite più basso della media. L’Italia risultò sopra, così la Catalogna, la più ricca di un paese “povero”, ricevette il Fondo, mentre la Sicilia, tra le più povere di un paese “ricco”, rimase a bocca asciutta. Tutti i vantaggi della appartenenza alla UE si fermano a Roma; gli svantaggi invece sono scaricati tutti a Mezzogiorno, e la Sicilia è il Mezzogiorno del Mezzogiorno, l’inferno di una colonia interna, per di più priva di rappresentanza politica autonoma. Avremmo la stragrande maggioranza di deputati e senatori grillini ai quali i Siciliani in massa nel 2018 hanno dato fiducia, ma non se ne ha più notizia… Davvero fiducia ben riposta…

Alla Sicilia poco più di 26,4 miliardi quando con i giusti calcoli ce ne spetterebbero circa 35. Ma di che stiamo parlando? Ma lo sappiamo poi che di questi 26 o meno non decideremo nulla ma saranno fatte spese (da Terna ad esempio) funzionali più ad obiettivi aziendali esterni che alle reali esigenze di rilancio del territorio? Fino a quando l’Italia abuserà della nostra pazienza? Gli 8 Presidenti di Regione del Mezzogiorno dovrebbero fare un’azione clamorosa: MINACCIARE LA SECESSIONE (poi noi Siciliani in qualche modo prenderemmo per la nostra strada). Forse solo così in Italia si spaventano un po’…

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